Vasco Errani se ne ghiuto e soli ci ha lasciati

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di R.C.

E’ il famoso titolo con cui Palmiro Togliatti commentava l’uscita del romanziere Elio Vittorini dal Pci. Irridente e volto a dimostrare come il grande partito potesse fregarsene della perdita di un intellettuale, sia pure prestigioso. In questo caso non è così. Le dimissioni del commissario unico alle zone terremotate mostra una cosa che da mesi diciamo: non funziona nulla, la centralizzazione fa a pugni con le carenze di personale

dello Stato, con la disarticolazione dello stesso e non basta rendere disponibili i fondi (pochi), ma è necessario riuscire a spenderli. Errani era consapevole di questa situazione, come dimostrava il video clandestino uscito sulla stampa qualche mese fa, era consapevole che così durando le cose sarebbe diventato il capro espiatorio – lui che aveva rotto con il Pd a marzo – di una situazione di cui è solo in parte responsabile. Adesso le responsabilità passano ai presidenti delle regioni (che dovranno coordinarsi tra loro), come doveva essere fin dall’inizio, le deleghe passeranno a Maria Elena Boschi (sic), lo sgombero delle macerie continuerà ad avvenire con le lentezze di oggi e la ricostruzione, quindi, continuerà a languire. Intanto il capo della protezione civile Curcio si è anche lui dimesso, pare per gravi problemi personali che, tuttavia, i “retroscenisti”, prodighi di notizie riservate, non hanno in questo caso propagandato. Michele Anzaldi, responsabile della comunicazione di Renzi, ha commentato le dimissioni di Errani come una caduta di stile, ovviamente detto dai lord Brummel della cerchia del segretario democratico la cosa rischia di essere ridicola. In realtà le dimissioni mettono nei guai il governo che dovrà riorganizzare tutto e si troverà direttamente, senza filtri, nel mirino dei sindaci e delle comunità, dovrà cercare di far funzionare una macchina con il motore ingrippato, trascinandosi dietro le zavorre che lo stesso Errani non era stato capace di rimuovere. Se dovessimo dare un consiglio all’ex commissario alle zone terremotate sarebbe quello di mettere a nudo, nella conferenza stampa che farà a breve, le difficoltà incontrate, separando le sue responsabilità da quelle del governo. Sarebbe un omaggio alla chiarezza.

covino@micropolis.umbria.it

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