Un viaggio in Umbria. La Valnerina (6) Il quadro socio economico

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di Franco Calistri, Renato Covino, Osvaldo Fressoia

A gennaio 2016, ultimo dato disponibile, la popolazione residente nei 9 comuni della Valnerina perugina (Cascia, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera) ammonta a 13.157 unità, pari all’1,5% della popolazione regionale, distribuite su di un territorio di 920 kmq. (10,9% dell’intera superficie regionale) per una densità di 14,3 abitanti per kmq (105 media regionale). Con esclusione di Sant’Anatolia di Narco e Vallo di Nera (rispettivamente 328 e 324 metri slm.) tutti gli altri comuni sono situati al di sopra dei 500 metri, con le punte massime di Monteleone di Spoleto e Poggiodomo di poco al di sotto dei 1.000 metri (978 e 974 metri slm.). Al Censimento del 2001 la popolazione dell’area ammontava a 13.600 unità che scendevano a 13.383 nel 2011, registrando nell’arco di un quindicennio una caduta del 3,3% a fronte di un trend regionale di crescita del 7,6%. Al censimento 2011 della popolazione gli occupati risultavano 5.316, dei quali 577 (10,9%) impiegato in attività agricole, 1.183 in quelle industriali, comprensive dell’edilizia (22,3%), 1.486 nel commercio, alberghi e ristorazione (27,6%), 235 nei trasporti (4,4%), 370 nei servizi finanziari (7,0%) e 1.483 (27,9%) nelle altre attività comprese la pubblica amministrazione. Giornalmente il 45,5% della popolazione residente si spostava dal proprio comune di residenza per motivi di studio (14,8%) o per motivi di lavoro (30,7%). Al Censimento dell’Industria e servizi, sempre al 2011, gli occupati in attività extragricole nei comuni dell’area ammontavano a 2.667 distribuiti in 1.103 unità locali; di queste 88 erano manifatturiere con un’occupazione di 525 unità mentre il grosso dell’occupazione extragricola risultava concentrato nei servizi a partire da quelli legati al turismo (sempre al 2011 le attività di alloggio e ristorazione ammontavano a 161 con un’occupazione di 478 unità). Prodotti dell’agricoltura e della trasformazione alimentare e turismo sono le due principali fonti di reddito dell’intera area. In merito alle produzioni agricole alimentari nel corso degli anni una politica accorta di valorizzazione e di attenzione alla qualità ha permesso di realizzare prodotti di alta qualità riconosciuti ed apprezzati sul mercato nazionale ed estero quali il prosciutto Igp di Norcia, la lenticchia Igp di Castelluccio, il farro Dop di Monteleone di Spoleto, il tartufo nero di Norcia, la cicerchia di Civita di Cascia o le trote del Nera. Per quanto riguarda il turismo l’area a fine 2016 poteva contare su di una potenzialità di 167 esercizi, dei quali 40 alberghieri, ed una dotazione di 4.791 posti letto. Nel corso del 2016 ha registrato 152.374 arrivi, pari al 6,4% del totale regionale in calo del 16,1% rispetto al 2015 (-1,1% a livello regionale). Su questa contrazione pesano gli eventi sismici che tra fine agosto ed ottobre dell’anno scorso hanno colpito l’area, provocando estesi danni al patrimonio edilizio: secondo stime elaborate sugli accertamenti della protezione civile circa il 30% degli edifici dei comuni risulta inagibile.

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