Un viaggio in Umbria. La Valnerina (10) Altri numeri dal cratere

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di Franco Calistri, Renato Covino, Osvaldo Fressoia

Il recente studio pubblicato da Banca d’Italia e dedicato all’analisi delle economie regionali (novembre 2017) contiene un interessante approfondimento relativo alle aree del Centro Italia colpite dagli eventi sismici verificatisi nell’agosto 2016 e, successivamente, nell’ottobre 2016 e gennaio 2017. L’area del cratere (come definita dalla Legge 229/2016 e successive modificazioni) comprende 140 comuni per una superficie di circa 8.000 kmq, pari al 17,4% di quella complessiva delle quattro regioni interessate (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria). La metà interessa le Marche, dove copre circa il 40% dell’intero territorio regionale. La popolazione direttamente assistita dalla Protezione civile, che aveva quasi raggiunto le 32.000 unità (circa tre quarti nelle Marche) a fine ottobre 2016, l’11 settembre 2017 è scesa a circa 7.000 persone alloggiate in moduli container o presso strutture ricettive alberghiere e comunali, a cui si aggiungono circa 37.000 persone beneficiarie del “contributo di autonoma sistemazione” per l’inagibilità della propria abitazione (dato relativo al 14 agosto 2017). Nel complesso, a quasi un anno dall’inizio del sisma, la spesa per l’assistenza della popolazione ha raggiunto i circa 200 milioni di euro. Per quanto riguarda l’Umbria l’area interessata si estende per 1.408 kmq, pari al 16,6% dell’intera superficie regionale, e coinvolge 15 comuni per una popolazione residente di 57.600 unità (6,5% della popolazione regionale). La popolazione interessata è soprattutto composta da anziani; l’indice di vecchiaia nei 15 comuni è pari a 228,2 a fronte del 192,4 della media regionale. Nell’area insiste l’8,5% del patrimonio edilizio regionale. A seguito delle scosse, al fine di valutare i danni riportati dagli edifici presenti nell’area, in Umbria sono state eseguite circa 35.600 schede di verifica: il giudizio di agibilità è stato positivo in circa il 60,0% dei casi, a fronte di un 50,0% registrato in tutta l’area del cratere (44,3% nelle Marche, 44,5% nel Lazio). In generale il complesso dei territori colpiti dal sisma si presenta poco densamente popolato e con attività economiche meno addensate. Facendo riferimento a dati relativi al 2014 nell’area risultavano attive 47.000 unità locali con poco più di 150.000 addetti, corrispondenti a circa il 6,0% del totale delle unità locali e degli addetti delle quattro regioni interessate. La maggiore intensità dell’attività economica si riscontra nelle Marche, in forza soprattutto della più significativa presenza di attività industriali, nell’area di Tolentino (pelli, cuoio e calzature), Fabriano e Comunanza (elettrodomestici). In Umbria, nell’area interessata, erano presenti 4.215 unità locali (5,8% del totale regionale) con un’occupazione di 13.100 unità (5,8% del totale regionale). Di queste 420 erano attività industriali in senso stretto con una occupazione di 2.700 addetti, 553 delle costruzioni con 1.400 addetti, 3.242 dei servizi con 9.000 addetti. All’interno delle attività terziarie un peso non indifferente hanno le attività legate al turismo; gli esercizi ricettivi presenti nell’area erano 368 (9,2% del totale regionale) con una capacità di 8.920 posti letto (10,0%) e prima del terremoto (anno 2015) in termini di arrivi e presenze concentravano circa l’11,0% dell’intero movimento turistico regionale. Assieme al turismo l’altra attività caratteristica della zona era quella agricola che poteva contare sulla presenza di 3.405 aziende (9,4% del totale regionale) con una superficie utilizzata (Sau) pari a 48.636 ha. (14,9%). Per quanto riguarda la ricostruzione per l’intera area del cratere la legge di bilancio 2017 ha stanziato complessivamente 6,1 miliardi di euro per la ricostruzione di immobili a uso privato (nel periodo 2017-47) e un miliardo per quella di edifici pubblici (nel periodo 2017-20). Inoltre il Dl 8/2017, ha introdotto nuove misure a favore delle imprese del settore turistico, agrituristico o del commercio e artigianato, nonché i pubblici esercizi, che hanno sperimentato nei sei mesi successivi agli eventi sismici una riduzione del fatturato di almeno il 30%, sono eleggibili per la concessione di appositi contributi. Con il Dl 50/2017, è stata istituita una Zona franca urbana nei comuni del cratere. Al momento, la propedeutica fase di smaltimento delle macerie deve ancora essere completata: secondo i dati della Protezione civile, intorno alla metà di settembre 2017 erano state rimosse circa 260 mila tonnellate di macerie, pari a solo il 10% circa di quelle complessivamente stimate.

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