Terremoto in Valnerina – Uomini, mezzi uomini, ominicchi e quaquaraqua

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di di P.L.
Casette, stalle, macerie… è tutto fermo. Questa non è ricostruzione, questa è gestione dell’emergenza’”. Così il Commissario Vasco Errani mette sotto accusa i ritardi della ricostruzione in Valnerina. “Non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda il fabbisogno di tutte le casette. Non esiste che per fare le stalle bisogna metterci tutto questo tempo’”.
Non esiste però questa è la cruda realtà, al di là degli auspici e delle intemerate delle vestali del Giglio Tragico come l’onorevole Ascani. L’unica notizia buona è l’arrivo della primavera: il termometro non scende più sotto lo zero.
Alcuni esempi che rendono l’idea della situazione. Al 20 marzo delle 600
casette occorrenti ne sono state consegnate solo 40 e sono sempre di più i
terremotati che trovano soluzioni fai da te. Intanto all’Interporto di Livorno
un intero villaggio di moduli abitativi riposa in 37 containers. E’
in grado di ospitare 400 persone in camere con bagno riscaldate. E’ di
proprietà della ditta Ciano International, che si occupa di catering per le
basi dell’Onu. A gennaio lo ha offerto in dono ai terremotati montaggio
compreso; la Croce Rossa si è offerta di provvedere al trasporto, i sindaci
del cratere hanno sgomitato per ottenerlo, ma la Protezione civile rinvia
la decisione. Dopo tre mesi il villaggio è ancora a Livorno. Umiliati anche
la solidarietà e il buon senso.
Un camionista porta aiuti in Valnerina ma viene multato per eccesso di
carico. I terremotati si incazzano di brutto e decidono che saranno loro a
pagare la multa di 4 mila euro. Alcuni ordini professionali tecnici hanno
protestato per modi e tempi della ricostruzione: non si può, a loro dire,
contemporaneamente ricostruire e rilevare il danno.
Dopo il sisma di agosto molte associazioni professionali e di volontariato
hanno messo a disposizione containers per persone e animali. Niente, il
Governo ha deciso di passare esclusivamente per gare pubbliche, benedette
da Anac e prefetti, per ogni fornitura. Giusto, viste le pesanti infiltrazioni
mafiose dei precedenti sisma ma tra le maglie larghe sono già tre le società
che hanno vinto appalti concessi ‘“in somma urgenza’”. La Dsba dei
fratelli Di Sabantonio, che ha avuto problemi per la partecipazione ad
appalti nel sisma di L’Aquila; la Htr il cui consigliere delegato è sotto
processo per lo smaltimento dei rifiuti della Alta velocità a Firenze. Poi
c’è il Consorzio nazionale servizi (Cns) la famosa cooperativa alla quale
era associato Salvatore Buzzi, il protagonista di Mafia Capitale insieme a
Massimo Carminati. Il Cns vinse la gara d’appalto per la fornitura di 18
mila casette per 1,2 miliardi di euro appena qualche mese prima dello
scoppio del verminaio romano. Le Procure di Spoleto, Rieti, Fermo ancora
indagano sul terremoto del 1997 e già devono aprire nuovi fascicoli su
quello di agosto. Mentre monsignor Boccardo invita al digiuno e alla preghiera
per scongiurare nuove scosse la Procura di Rieti ha iscritto nel registro
degli indagati il sindaco di Accumoli e l’ex vescovo di Rieti Delio
Lucarelli per il crollo della torre campanaria restaurata da poco ma crollata
sopra una casa provocando la morte di 4 persone. Alla passerella continua
di personalità nel cratere del sisma hanno dato un contributo rilevante
alti prelati. La speranza è che abbiano studiato bene la situazione. L’ottimo
parroco di Preci, Luciano Avenati chiede giustamente contributi per la ricostruzione
dell’abbazia di Sant’Eutizio. Ci piacerebbe sentire anche una
sua autocritica o della Curia sulla ricostruzione del 1997 e sull’utilizzo
dei fondi per l’abbazia o per San Salvatore in Campi.
Nel frattempo sono all’opera furbetti e sciacalli. Chi incassa il contributo
per l’autonoma sistemazione pur non risiedendo in Valnerina, chi cerca
di acquistare sotto costo prodotti alimentari approfittando delle difficoltà
di stoccaggio dei produttori; chi incassa caparre per roulotte inesistenti;
chi vende sciarpe e braccialetti pro terremotati poi si tiene l’incasso; chi
aumenta gli affitti perché aumenta la domanda. Solo qualche giorno fa,
dietro le insistenze degli agricoltori della Cooperativa Lenticchie, è stata
riaperta la strada per Castelluccio. L’aratura e la semina si faranno. Disgustoso
il ping pong sulle responsabilità dei ritardi. Il Comune accusa la
Provincia che accusa la Regione che dice di aver stanziato i soldi. La fioritura
di Castelluccio famosa nel mondo ci sarà nonostante il ping pong.
Le cento famiglie di agricoltori potranno produrre i 4 mila quintali, incassare
circa tre milioni, salvaguardare il paesaggio e il turismo. E ci piace
chiudere con una bella notizia.
Da ogni parte d’Italia arrivano camion e trattori carichi di foraggio per
aiutare i pastori della Valnerina. Dalla Sardegna un migliaio di pecore. La
pastorizia è in crisi ma i pastori sardi vogliono trasmettere un segnale
forte di solidarietà. E’ l’antica pratica della paratura, in lingua sarda
formare un gregge, e della ponidura, mettere a disposizione, con la quale
da secoli i pastori sardi aiutano a rialzarsi il pastore che ha perso il proprio
gregge per calamità naturali o abigeato. Speriamo che qualche scienziato
della burocrazia non metta i bastoni tra le ruote anche alle pecore e non
pretenda gare di appalto per la solidarietà.

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