Spoil system e MinculPop

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L’amministrazione comunale di centro destra di Todi, che gode del vigoroso supporto di Casa Pound, ha deciso, utilizzando criteri fissati dall’anticorruzione, di far ruotare 22 impiegati su 100. La normativa è prevista solo per i dirigenti apicali (che invece rimangono tutti al loro posto), qui invece ruotano gli impiegati semplici. I motivi sono vari e diversi. Qualcuno ha commesso irregolarità, altri hanno utilizzato la 104 per fare le ferie, altri ancora avevano chiesto di essere trasferiti al altre mansioni. Insomma il provvedimento ha un sapore che va dal punitivo (ma non era più semplice comminare una sanzione amministrativa?) alla presa d’atto di volontà espresse. Tra i 22 “ruotanti” c’è Fabiola Bernardini direttrice della biblioteca, settimo livello D1, che non ha commesso irregolarità né ha espresso la volontà di spostarsi. Passerebbe – lei laureata in Lettere con due specializzazioni: una in Archivistica e l’altra in Biblioteconomia – dal settore cultura, turismo e sport all’urbanistica dove, è noto, c’è un estremo bisogno di letterati.

Come si spiega l’arcano? Semplice. Fabiola Bernardini è iscritta all’Anpi ed è di sinistra. A novembre 2017 le è stato richiesto di segretare i libri su tematiche sensibili (omosessualità, omofobia, ecc.). Di fronte alla sollevazione mediatica di organi di stampa locali e nazionali, si è preferito soprassedere, pur non ritirando la direttiva firmata dagli assessori Marta e Ranchicchio. Poi il Comune ha rifiutato all’Anpi il patrocinio per il 25 aprile. Di nuovo si sono accesi i riflettori dei media su Todi, fino a giungere all’ “epocale” e “godibile” intervista del sindaco Ruggiano a Pif su Rai 2. Ammaestrato dalla non encomiabile figura il 6 maggio il Comune di Todi concede il patrocinio alla Festa arcobaleno delle famiglie omosessuali. Ovviamente casa Pound manifesta contro. La direttrice della Biblioteca va alla manifestazione patrocinata dal Comune, di domenica e fuori servizio, viene inquadrata dal Tg3 regionale e scoppia nuovamente il caso. Immediatamente si rispolvera la direttiva sulla segretazione dei libri di contenuto “sensibile” e a stretto giro di posta le viene comunicato, informalmente, che sarà trasferita al settore Urbanistica. Insomma a un impiegato in un Comune retto dal centro destra non è consentito avere ed esprimere opinioni diverse dall’amministrazione; se poi si occupa di un settore “delicato” come la cultura non deve fare niente anche se quello che fa lo fa bene. E che Fabiola Bernardini lo faccia bene è dimostrato dai risultati. Dal 2004 ad oggi i lettori sono passati da poco più di 2000 a circa 13.000, le iniziative sono state 149, la biblioteca è stata inserita tra le 148 città insignite per il 2018-2019 del titolo “Città che legge” dal Mibact, dal Centro per il libro e la lettura e dall’Anci, che prevede una corsia preferenziale per bandi per l’attribuzione di contributi finanziari. Ma di questo all’amministrazione di destra non importa nulla, le interessa di più che Fabiola Bernardini non “nuoccia”. Per contro a parte le lettere di stima, le proteste dei cittadini, lo stupore diffuso in città, tutto tace. L’opposizione consiliare attende la delibera ufficiale, la Rsu non programma azioni di contrasto, le organizzazioni sindacali territoriali sono afone. In questo clima perché fascisti e cripto fascisti non dovrebbero spadroneggiare?

Renato Covino

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