Sliding doors

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calldi Alberto Barelli

Grande il caos sotto il cielo di internet,
dunque, se non tutto è perfetto,
almeno in Umbria c’è da
prendersi qualche soddisfazione. Per una pagina
facebook che si chiude, un’altra porta
si apre, mentre, sempre in queste settimane,
la rete continua a procurare grattacapi e mal
di pancia proprio a chi ha fatto della presenza
sulla realtà virtuale il fondamento della propria
attività politica.
Per la pagina che si è chiusa,“Perugia non è
la città della droga”, si è aperto per la verità
un bel ‘portone’, visto che, proprio da questo
mese, ad arricchire la rete è il gruppo “Comitati
precari e disoccupati Call Center Umbria”.
E con la mobilitazione attraverso internet i
protagonisti delle iniziative contro questa
nuova forma di sfruttamento sembrano proprio
saperci fare.
Ma finiamo prima la nostra carrellata, venendo
ai grattacapi e mal di pancia che, lo
avrete intuito, stanno sempre di più caratterizzando
l’accidentata vita dei grillini umbri.
Le ultime divisioni e i litigi interni hanno
portato allo sdoppiamento del Meetup dei
M5s di Città di Castello. Il nuovo anno ha
visto nascere una seconda sede viruale (così
viene definita la piattaforma virtuale), al
quale hanno voluto dare vita alcuni fuoriusciti
in rotta con i dirigenti (o dovremmo
definirli gestori?) del gruppo chiamiamolo
originale. Inutile andare a cercarne le motivazioni.
L’unica spiegazione che puoi trovare nel
nuovo sito è un accenno ad una divergenza
di vedute sulla gestione del movimento ma
niente che si riferisca a questioni politiche o
programmatiche.
Non trovi notizie della fuoriuscita invece nel
vecchio Meetup, nel quale è consultabile solo
un verbale di riunione che sembra il rendiconto
di una assemblea delle giovani marmotte.
Non male per un movimento che vede nella
piattaforma internet il fulcro della propria
esistenza.
Un’altra tegola che si è abbattuta sui grillini
tifernati è stata l’intervista in cui uno dei
fondatori storici ha dichiarato di chiamarsi
fuori dall’intero movimento locale. Incredibile,
ma vero, la principale motivazione indicata
è stato il mancato sostegno elettorale
alla propria candidatura. Insomma, nuovi
problemi ma una politica che più vecchia
non si può.
Ma alziamo il livello, venendo finalmente all’iniziativa
a sostegno dei precari umbri. In
pochi giorni la pagina facebook ha ottenuto
centinaia di adesioni, riuscendo a portare alla
ribalta l’entità di un fenomeno, caratterizzato
da un elevato livello di sfruttamento e dalla
mancanza di qualsiasi tipo di controllo.
Come ha spiegato Marta Melelli, promotrice
dell’iniziativa, i call center rappresentano una
realtà considerevole in entrambe la province
umbre, dove ci sono aziende che arrivano ad
impiegare anche un centinaio di addetti.
Proprio per il tipo realtà, basti pensare alla
totale assenza di sindacalizzazione, la rete
può offrire gli strumenti giusti per dare voce
a campagne di sensibilizzazione altrimenti
difficilmente proponibili con le forme tradizionali
di mobilitazione.
Per informazioni e adesioni segnaliamo la
mail: comitatocallcenterumbria@gmail.com

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