Questa VIA dove ci porta?

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di Alessandro Zangarelli Comitato salute e ambiente Calzolaro – Trestina Altotevere Sud

I problemi del Calzolaro e della Molini Splendorini Ecopartner sono tuttora irrisolti ma la strada imboccata sembra quella giusta. La decisione della Regione di assoggettare a Via, la Valutazione di Impatto Ambientale, l’ampliamento richiesto dall’azienda non potrà fare a meno di affrontare le numerose problematiche connesse allo stabilimento in generale e all’ambiente in cui insiste. Il Comitato per la salute e l’ambiente Calzolaro –Trestina Altotevere Sud si è dichiarato soddisfatto di questa decisione della Regione, anche se, tramite l’avvocato Valeria Passeri, ha posto una domanda elementare: come mai questa benedetta Via sia arrivata dopo 25 anni di attività e numerosi cambi di scena. All’inizio la Molini Splendorini Ecopartner lavorava soltanto scarti alimentari mentre oggi anche rifiuti speciali non pericolosi; poi c’è il problema quantità dalle 10mila tonnellate iniziali siamo passati prima a 20 mila poi nel 2015 a 50 mila. Tutti argomenti che nella conferenza istruttoria dovranno essere presi in seria considerazione dagli Enti preposti. Altro argomento già portato all’attenzione degli Enti è il Seano, il torrente che attraversa la frazione di Calzolaro di Umbertide. Come riferisce una nota di Arpa Umbria del 10 ottobre 2017 il torrente finisce sulla scrivania del Pubblico Ministero per i ripetuti sversamenti che lo hanno interessato nel mese di giugno e il 6, 20, e 24 settembre. Dagli sversamenti estivi, ne è conseguita la moria di pesci, nei successivi di settembre l’acqua è diventata improvvisamente bianca e nauseante. Grazie all’intervento del Comitato quanto accaduto è stato tempestivamente segnalato alle Autorità preposte. Speriamo che il Seano ora trovi giustizia. Stando alla documentazione in atti, l’area occupata dalla Ecopartner è zona fluviale ad elevato rischio frane (A e B) ed esondabile, con vincolo paesaggistico ex art. 146 D.lgs. 42/2004 (ex legge Galasso). Infine c’è il problema dei problemi per la concessione della Via: l’impianto ricade in un centro abitato, quando lo stesso Piano Regionale Rifiuti (pag. 56) dichiara l’inidoneità dell’area urbana ad ospitare impianti di trattamento rifiuti.

A 3/400 metri dalla Ecopartner. Vi è una scuola materna. Chi si assumerà la responsabilità di sottoporre dei bambini in età prescolare alle fastidiose emissioni odorigene che hanno già provocato malesseri tra gli adulti del Calzolaro? Come in tutti i casi simili c’è un problema di merito da risolvere ma anche di tempi. Per arrivare alla Via c’è un lungo percorso burocratico da espletare. Tra gli esponenti del Comitato Salute e Ambiente aumenta la speranza che i tempi non siano biblici e che il procedimento abbia esito negativo, stante il contesto ambientale ove l’impianto ricade nonché la macroscopica diversità tra i progetti presentati dal privato: tra quello relativo alla riduzione delle emissioni odorigene presentato in sede di modifica sostanziale dell’autorizzazione unica e quello presentato in sede di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale. Come fa notare “pesantemente” ARPA Umbria, nel suo parere del 18 gennaio 2018: “Quanto sopra evidenzia significative incongruenze nell’individuazione dei presidi ambientali necessari, frammentarietà e disallineamento degli interventi progettuali finalizzati al contenimento delle emissioni odorigene senza alcuna indicazione progettuale delle eventuali opere di riconversione; si evidenzia inoltre come il progetto in esame si focalizzi solo su alcune sezioni impiantistiche non considerando che, al contrario, tale impatto deriva dall’attività nel suo complesso comprensiva delle fasi di trasporto e movimentazione”. Intanto si fa largo una domanda tra gli abitanti della frazione di Umbertide. Perché in pendenza della valutazione di impatto ambientale non viene presa in esame da amministratori locali e titolari della Molini Splendorini l’ipotesi di delocalizzare lo stabilimento? L’edificio attuale risale agli anni 50′ e presenta numerosi problemi dovuti all’età e all’uso. Un sano confronto pur virtuale, su diverse ipotesi di delocalizzazione, sarebbe un bel passo in avanti: nel territorio del Comune di Umbertide esistono numerose zone lontane da qualsiasi abitazione. Perché non valutare queste “sagge” ipotesi per verificare se esistono le condizioni per porre fine alla guerra della puzza e far finalmente vivere gli abitanti del Calzolaro? Che Via o non Via, hanno già dato.

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