Presentato il piano triennale dei lavori pubblici a Perugia – Programma vago, incerta realizzazione

0
211

di Anna Rita Guarducci
Con la delibera di giunta 505 del 29
dicembre è stato licenziato il Programma
triennale delle opere pubbliche
del Comune di Perugia. Le voci inserite riguardano
solo i lavori il cui importo è uguale o
superiore a centomila euro, come stabilito da
un decreto ministeriale del 2014. Questo significa
che i lavori di importo inferiore avranno
altre modalità di gestione, e speriamo anche di
programmazione, perché se si riuscissero a pianificare
i piccoli interventi di manutenzione,
oltre alle scontate asfaltature, quelli che presi
singolarmente non si notano, ma che insieme
formano il decoro della città, allora si potrebbe
dire di aver appaltato la più grossa e utile opera
pubblica. Meglio di un ponte sullo stretto di
Messina. Purtroppo questa necessità quotidiana
dei cittadini deve sempre passare in secondo
piano rispetto al desiderio degli amministratori
di lasciare ai posteri un segno del loro passaggio.
Intanto i cittadini continuano a pagare quotidianamente
i piccoli e grandi disservizi, perché
anche la banale buca sull’asfalto, oltre andare a
danneggiare l’immagine della città offerta ai turisti,
può rappresentare per il cittadino un danno
all’automobile o alla persona. Ma se le priorità
degli investimenti dell’amministrazione sono
stabilite da una tabella di revisione del 2012
che prevede tre gradazioni (alta, media e bassa)
la consistenza economica degli investimenti è
una precisa scelta politica, a meno che non si
tratti di emergenze.
Nel Programma si legge che dal 2017 al 2019
l’amministrazione progetta di investire poco
meno di 63 milioni di euro, ripartiti secondo le
priorità, così suddivisi: 35.438.770 nel 2017,
24.155.848 nel 2018 e 3.340.000 nel 2019.
Nel 2017 si impiegheranno 5 milioni in meno
rispetto al 2016, anno in cui non era ancora
esplosa l’emergenza terremoto – tanto che nelle
scuole si sono impegnati appena 1.720.000
euro, suddivisi fra tre edifici. Nel 2017, invece,
la necessità di garantire la sicurezza sismica con
risposte, maggiori e migliori, alle sollecitazioni
sismiche costringerà ad investire ben 8.533.000
euro per lavori, prevalentemente strutturali, su
12 edifici. Il confronto degli impegni per la manutenzione
delle scuole ci dice che, al netto dell’emergenza
terremoto, nel 2016 l’investimento
programmato è stato di 1.720.000 euro su un
totale di opere pubbliche pari a 40.640.740,
cioè il 4,2%. Nel 2017 l’emergenza ha costretto
a programmare l’investimento di 8.533.000
euro su un totale di opere pubbliche pari a
35.438.770, ovvero il 24%. Ora, è ovvio che
neanche l’anno prima quelle stesse scuole avrebbero
garantito la performance antisismica, quindi
si era scelto di non intervenire pur sapendo che
molti edifici scolastici sono privi della certificazione?
Si confidava di non dover fare i conti
con il sisma durante il mandato? Chissà qual è
la risposta, resta il fatto che un investimento
del 4,2% è ben misera cosa a fronte dello stato
di necessità degli edifici scolastici e dell’investimento
sulle generazioni future.
Tra tutte le aree oggetto di investimento la più
ricca di economie è quella chiamata “engineering,
beni culturali, e sicurezza sul lavoro” le
cui 16 voci attivano investimenti per un importo
di 11.769.000 euro, ovvero il 33,2% del totale
per il 2017. L’origine di tali finanziamenti è
molto eterogenea e va dai contributi della Regione
Umbria a quello della Fondazione Cassa
di risparmio sino a quello dei piani nazionali
come il Piano periferie e all’Art bonus; tutti gli
interventi sono in priorità alta tranne due. Uno
di questi è il nuovo Centro civico e biblioteca
di Ponte San Giovanni che risulta con priorità
bassa nonostante il risalto che gli si sta dando,
con la convocazione delle associazioni del territorio
per valutare il progetto preliminare. I lavori,
per la durata di un anno circa, dovrebbero
partire all’inizio del 2019. Nel precedente Programma
triennale 2016-2018 il centro civico
sembrava più imminente, si prevedeva l’inizio
dei lavori a fine 2016 per la stessa durata. La
decisione di spostarlo vicino alla caserma dei
carabinieri è stata fatale, e forse provvidenziale.
Anche la nuova previsione temporale avrà i suoi
rallentamenti, infatti siamo ancora al progetto
preliminare, si devono ancora fare quello definitivo
e quello esecutivo, non prima del parere
delle associazioni convocate. Sarà una merce di
scambio pronta per la campagna elettorale. Le
tredici associazioni (C.S.C. I° Maggio, Corale
Polifonica Volumnia, Croce Bianca, Filarmonica
G. Verdi, Fuori dalle Scatole, Judo Gym, Podistica
Volumnia, Proloco Balanzano, Proloco “I
Molini”, Pro Ponte, Stradarte, Team Bike Ponte,
Veloce Club Perugino) che hanno risposto all’appello,
dovranno dimostrare in cabina elettorale
che vogliono il centro civico.
D’altra parte come non approfittare di un bel
quadrato di circa 1600 mq che a fianco della
caserma dei carabinieri sembra in attesa di essere
edificato? Abbiamo già parlato di questo progetto
(Colata Continua, “micropolis”, giugno
2015), del perché consideriamo inutile, nonostante
il condivisibile scopo dichiarato di risparmiare
gli affitti, insistere con l’edificazione in
un territorio già mortificato urbanisticamente.
Inoltre, repetita iuvant, a Ponte San Giovanni
esistono due palazzoni che aspettano di essere
terminati e impiegati nelle aree ex De Megni e
Margaritelli i cui cantieri sono fermi da un’eternità.
Un’operazione di recupero su almeno uno
dei due sarebbe molto auspicabile. Con una simile
scelta si conseguirebbero un maggior numero
di obiettivi utili alla collettività: riunire
gli uffici, risparmiare sugli affitti, recuperare un
edificio, o parte di esso, evitandogli un rapido
degrado da abbandono con conseguente degrado
dell’area, si risparmierebbe l’acquisto dell’area.
Se questo sembra poco!
Per concludere questa analisi stocastica del programma
triennale dei lavori pubblici si deve riconoscere
la difficoltà di confrontare le voci di
questo piano con quello precedente, sicuramente
anche la sua predisposizione ha avuto qualche
difficoltà nel mantenere quanto stanziato. Valga
come esempio la voce relativa ai lavori allo Stadio
di atletica Santa Giuliana: nel precedente
programma la stima dei costi era di 1.250.000
euro, in quello attuale scendono a 1 milione,
chissà se per una ottimizzazione del progetto o
perché in realtà i contributi esterni sono insufficienti
(500.000 dalla Fondazione Cassa di Risparmio
e 235.000 dalla Decathlon come extra
onere urbanistico) e quello che manca sarà a
carico del Comune.
Allegato al Programma e reso pubblico servirebbe
un resoconto sullo stato di avanzamento
dei lavori… no no si scherza, Cperugia

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO