Pane amaro

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Sorprese poco gradite nell’uovo di Pasqua per i lavoratori della ex Novelli dopo l’ipotesi di accordo firmato il 14 aprile. Sono 79 gli esuberi previsti senza considerare i 120 lavoratori della Nuova Panem di Muggiò (Monza). Taglio degli scatti di anzianità, dei superminimi ed assegni ad personam, ferie forzate per chi ha scioperato e pesanti avvertimenti; un anno di cassa integrazione per area di crisi complessa. Un accordo che sa di beffa e che, al di là dell’esito delle assemblee [ancora da tenersi al momento in cui scriviamo, ndr], lascia l’amaro in bocca ai lavoratori. Grande soddisfazione invece della viceministra Teresa Bellanova, renziana di ferro; del responsabile dell’Unità gestione vertenze del Mise Giampietro Castano; di Attilio Corneli per la Fai-Cisl, Roberto Iovino per la Flai-Cgil e Giorgio Carra per la Uila-Uil; dell’assessore Fabio Paparelli, renziano; dei parlamentari Marina Sereni e Gianluca Rossi, renziani e, ovviamente, di Saverio Greco, renziano, in rappresentanza della nuova proprietà. Tutti felici e contenti meno i lavoratori che hanno visto firmata una ipotesi di accordo su cui avevano fatto resistenza per tre mesi. Questi in sintesi i passaggi fondamentali di una storia emblematica. Il Gruppo Novelli, leader nazionale nella produzione e commercializzazione di pane e uova nel 2012 fattura 120 milioni di euro e impiega 700 lavoratori; ha 3 stabilimenti per la produzione del pane (Amelia, Roma, Latina); 32 capannoni avicoli per circa tre milioni di galline
ovaiole; 3 mangimifici; 1 centro selezione e pastorizzazione; 3 centri logistici-distributivi (Firenze, Nola, Ancona). Ma anche assets alquanto appetibili come, per esempio, la Cantina Novelli a Montefalco e altri gioiellini agricoli. Forse non è un caso che lo studio Gop. insiste con la vecchia proprietà per inserire nel gruppo gli assets di proprietà della famiglia Novelli. Nell’ottobre 2012 il gruppo va in default e presenta istanza di concordato preventivo. Viene nominato come advisor lo studio legale Gop. (Gianni, Origoni, Cappelli) che individua un Cda “tecnico” accettato dalle banche con il compito di portare avanti il concordato e ristrutturare il debito. Presidente del nuovo Cda è il prof. Alessandro Musaio della Luiss, quello che nel 2011 è perito del gruppo Eutelia, fibra ottica, che riesce a valutare solo 22/32 milioni rispetto agli 84 milioni di precedenti perizie; nel 2013 è commissario liquidatore della clinica Madonna della Catena in Calabria, acquistata dal gruppo Greco ad 1 euro. Il Cda non solo non rilancia il gruppo con lo sviluppo del fatturato come promesso, ma con parcelle da calciatori professionisti e consulenze d’oro (1,3 milioni di euro) appesantisce i suoi debiti per 40 milioni. La vecchia proprietà, i fratelli Novelli di Spoleto sono divisi: uno è disposto a cedere il gruppo mentre gli altri no. Il Cda in realtà vuol vendere anche senza un piano industriale, un Fondo di investimento canadese che aveva chiesto informazioni allo studio Vitale aspetta ancora una risposta. Il 22 dicembre 2016 Musaio firma la cessione ad Alimentitaliani srl nonostante l’opposizione di 2 vecchi soci. L’acquirente è il gruppo Greco preferito perché a parole garantisce l’occupazione. Il 30 marzo scorso, dopo l’ammissione da parte del Tribunale di Castrovillari dell’istanza di concordato, i Greco tagliano dal gruppo Alimentitaliani srl gli assets famosi come la Cantina Novelli e le vecchie società agricole e si comincia a parlare di 80 esuberi nel gruppo. Ma chi sono questi Greco? Il capostipite Tommaso, ricco imprenditore agricolo di Cariati (Cosenza) viene ammazzato a colpi di lupara nel 2001. Un omicidio che all’epoca tutti giudicano di chiaro stampo mafioso. I figli di Tommaso si dimostrano alquanto abili negli affari se nel giro di una decina di anni riescono a creare un polo sanitario privato che nel 2015 fattura circa 15 milioni di accreditamenti pubblici e puntano ancora più in alto. Proprietà della famiglia è anche l’Hotel Executive oggi Ariha e il quotidiano “La Provincia di Cosenza”. Come ogni gruppo imprenditoriale che si rispetti anche i Greco hanno rapporti trasversali con la politica ma il loro cuore batte per il Pd ed in particolare per Matteo Renzi. A Cariati sede storica del gruppo o a Cosenza è facile incontrare i deputati renziani Brunello Censore, Ferdinando Aiello ed Ernesto Carbone della segreteria nazionale del Pd, quello famoso per niente altro che per il ciaone indirizzato arrogantemente a chi era andato a votare al referendum contro le trivelle.

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