Ora et labora

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A Norcia i benedettini eleggono un nuovo abate, lo statunitense Benedict Nivakoff di Stamford, Connecticut. Forse afflitto per le distrazioni e le distruzioni che hanno portato i confratelli, e non solo, a non prendere sul serio le prime scosse di agosto, l’abate si rimbocca le maniche: allaccia rapporti e raccoglie soldi e promesse in grado di ricostruire tre abbazie. Per arrotondare dispone la vendita di cinquemila bottiglie di birra: “Questa birra è rimasta nei fermentatori per tutti gli otto mesi del sisma e le scosse gli hanno donato un gusto speciale […]”. Ora, prega all’antica: la birra ut laetificat cor, e labora, lavora alla moderna: I love Norcia. Che la chiesa fosse abile nello sfruttare le situazioni mondane è risaputo ma quella di vendere come valore aggiunto alla birra le scosse del terremoto ci mancava.

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