Non vi lasceremo soli

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“Non vi lasceremo soli”, la parola d’ordine pronunciata del genio di Rignano dopo il sisma del 24 agosto è stata ripetuta come un mantra da tutti i sedicenti personaggi, politici o ecclesiasti, che hanno fatto passerella tra i terremotati con stampa e televisioni al seguito. Parole tante ma fatti pochi. Così a cinque mesi dalle prime scosse, e con le nuove pesanti di questi ultimi giorni, la situazione è drammatica e le notizie per niente rassicuranti. In Valnerina con il termometro che di notte scende di 10 gradi sotto lo zero molti stanno ancora nelle tende e nei container. La Protezione civile assiste 11222 persone: nelle Marche 7244; in Umbria 2387; 585 nel Lazio e 1006 in Abruzzo. Gli sfollati sistemati negli alberghi dell’Adriatico e del Trasimeno sono 8997; l’impegno preso dalle autorità era di lasciare le strutture ad aprile ma le casette (chiamate con brutto acronimo sae, soluzione abitativa di emergenza) tardano ad arrivare. Si prevede che fino al settembre prossimo il grosso non arriverà, compromettendo la stagione e causando forti mal di pancia agli operatori turistici e forti aumenti degli affitti da parte dei proprietari di case. Circa 300 sfollati stanno nei container collettivi e un migliaio nelle strutture pubbliche, palazzetti dello sport o centri di vita associata, messi a disposizione dai comuni. Non vi lasceremo soli, magari al freddo e al gelo, ma non soli. La promessa del genio di Rignano vale anche per il bestiame. Secondo la filorenziana Coldiretti a metà gennaio era stato realizzato appena il 15% delle stalle promesse. Ritardi burocratici per le concessioni edilizie e per gli allacci di acqua e luce rischiano di mettere in ginocchio la zootecnia della Valnerina e i suoi prodotti tipici di eccellenza come salumi e formaggi. Ci sono troppi galli a cantare nel cratere del sisma. Ancora in molti comuni non sono state individuate le aree di installazione delle casette sae, nessuno conosce il numero esatto delle casette necessarie, ancora non sono terminate le stime dei danni. Intanto, incuranti dell’ottusità umana, una ventina di scosse al giorno di intensità dai tre ai cinque gradi sollecitano tutti a fare la propria parte. Il commissario Errani e i suoi autorevoli vice, annunciano le casette per aprile o per agosto ma il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno ne rimedia venti e organizza una riffa per l’assegnazione: “l’unico modo veramente trasparente”. Forse trasparente ma non giusto. Non sarebbe stato meglio usare per l’assegnazione categorie come anziani e bambini, malati e disabili? Ci pensi per le prossime assegnazioni, esca dalla maledetta rassegnazione italica metà dovere e metà fortuna, dalla superstizione da medioevo di troppi. Antonio Socci, direttore della scuola di giornalismo Rai di Perugia, a proposito del crollo della cattedrale di Norcia ha scritto: “È rimasta in piedi solo la facciata, un’immagine che a molti è apparsa come un presagio di una Chiesa che sta crollando […] Mentre il terremoto devasta la terra di San Benedetto cuore dell’Europa cristiana, papa Francesco rende omaggio a Lutero che ha distrutto la cristianità mentre dovrebbe consacrare l’Italia mettendola sotto il patrocinio della Madonna”. Gli fa buona eco Militia Christi e il domenicano di Radio Maria Giovanni Cavalcoli per cui il sisma è “la punizione di Dio per le unioni civili”. Ma la voce più forte dell’ottusità burocratica del medioevo italiano viene da Antonello Giacomelli, sottosegretario del Mise, braccio destro politico di Dario Franceschini. Alcuni comuni del cratere del sisma hanno autorizzato i cittadini a realizzare a proprie spese e in aree di proprietà privata le famose casette di legno. Rispondendo alla Camera dei deputati il sottosegretario ha ribadito “la vigenza delle norme e i vincoli paesaggistici e urbanistici esistenti” minacciando eventuali trasgressori di sanzioni penali. Dura lex sed lex. Molto più morbido e disponibile con Banca Etruria e Monte dei Paschi il sottosegretario. Per gratitudine e per dargli la possibilità di rispettare la promessa “non vi lasceremo soli” “micropolis” gli mette a disposizione una tenda singola nella piana di Castelluccio con obbligo di residenza. Gli facesse bene.

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