Le emissioni della Agri Flor Villa – Pitignano continua a puzzare

0
482

di A.G.

Il “Comitato spontaneo antipuzza” di Villa
Pitignano è nato anni fa con l’obiettivo
di sollecitare le istituzioni competenti a
tutelare la salute dei cittadini rispetto alle puzzolenti
emissioni della Agri Flor, un’azienda che
si occupa di “recupero dei rifiuti non pericolosi
attraverso un processo di compostaggio volto
alla produzione di fertilizzanti destinati all’agricoltura
e alla florovivaistica”. La sua azione non
è arrivata spesso alla ribalta delle cronache, ma
l’attività è proseguita nonostante le difficoltà
di occuparsi di un tema, la salute pubblica, che
sarebbe di competenza del sindaco, principalmente.
Il 20 novembre scorso il comitato ha convocato
un’assemblea popolare al Cva, gestita dal professor
Vincenzo Romano, al quale abbiamo
chiesto di raccontarci le vicende e le ragioni del
comitato. “Il Comitato è nato nel 2011 a seguito
delle recriminazioni dei cittadini che abitano
lungo il fiume Tevere nelle frazioni di Villa
Pitignano, Ponte Felcino, Bosco e Ramazzano,
dove ormai da molti anni (addirittura dalla fine
degli anni ‘80) l’aria è contaminata da una terribile
puzza provocata dalle lavorazioni di una
azienda che formalmente si occupa di compostaggio,
trovandosi praticamente nel bel mezzo
dell’abitato di Villa Pitignano, a ridosso del
fiume (le cui acque inevitabilmente risentono
dei suoi scarti di lavorazione) e insistendo su
terreni agricoli classificati di pregio. L’insostenibile
condizione di vita della cittadinanza di
un vasto territorio di molti chilometri quadrati,
non avendo mai trovato nelle istituzioni (Comune,
Provincia, Regione, Arpa, Asl, ecc.)
quella naturale sponda per risolvere il problema
che la popolazione si aspetterebbe, ed anzi ricevendo
dinieghi, rinvii, ambigue rassicurazioni,
ha dunque provocato la creazione di un movimento
spontaneo di protesta e di azione collettiva.
Grazie all’aiuto di capaci avvocati, il Comitato
è riuscito a sfondare la rete di omertà,
connivenze, nascondimenti, insabbiamenti, autorizzazioni
illegali ad ampliare la produzione
in settori non praticabili in quella zona (e si
vuol qui tacere d’altro!) che nel corso degli anni
hanno reso l’azienda in questione intoccabile e
superprotetta, per scopi non chiari ma purtroppo
immaginabili! La tenacia del Comitato
ha così portato ad indagini di magistratura e
forze investigative, fino all’avvio, ormai, di processi
nel cui esito la popolazione ha molta fiducia.
Era questo lo scopo dell’assemblea pubblica
indetta il 20 novembre, in modo che la gente
potesse conoscere lo stato delle cose. E il notevole
successo dell’iniziativa ha confermato il
grande interesse che tuttora spinge le persone a
sostenere l’opera del Comitato, già a suo tempo
certificata da una sottoscrizione che raggiunse
le 1800 firme!”
Ricordiamo che la puzza è una forma di inquinamento
tanto quanto lo smog o gli scarichi illegali
nel fiume, come hanno confermato gli
esperti dei “Medici per l’ambiente” intervenuti
ad illustrare gli aspetti sanitari. A rappresentare
l’amministrazione comunale c’era, oltre ai consiglieri
delle opposizioni, l’assessore Edi Cicchi,
che ha parlato nella doppia veste di residente e
amministratore, comunicando l’intenzione della
giunta di occuparsi del caso. Si vedrà. Intanto
dal 2011 si sono avvicendate più amministrazioni
e questo territorio ha eletto molti rappresentanti
chiamati poi a ricoprire ruoli importanti,
e forse utili alla causa, nelle varie
istituzioni, ma a quanto pare tutti sono stati
sordi verso questa problematica. Possibile che,
tutti, siano stati anche anosmici?!

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO