La rievocazione storica del 1416: effimera e inutile

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barontidi Giancarlo Baronti

La solerte unanimità con la quale le più importanti istituzioni culturali della città – le due università, il conservatorio e l’accademia- hanno aderito alla discutibile rievocazione storica del 1416, mostra che le piccoli convenienze contingenti (il “particulare” di ciascuno) continuano a prevalere largamente sugli interessi collettivi. Coloro che avrebbero il compito istituzionale di “guardare lontano” di farsi cioè congiuntamente carico di progettare il futuro di Perugia, si accontentano di rimasticarne raffazzonate imitazioni del passato, dando così ancora una volta ampia ragione alla ben nota affermazione di Karl Marx: la storia si ripete sempre due volte, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.

Non si creda che questa critica sia preconcetta o viziata da ostilità politica nei confronti della giunta che guida, si fa per dire, la città di Perugia, anche la giunta regionale in questo senso ha dato il buon esempio scegliendo come evento apicale della presenza dell’Umbria all’esposizione universale di Milano il corteo della quintana di Foligno e infine, notizia dell’ultim’ora, aderendo anche se non entusiaticamente alla rievocazione storica promossa dal comune. Anche nel caso dell’esposizione di Milano si è trattato di una scelta miope e al contempo troppo facile che ha fornito all’esterno l’immagine di una terra ripiegata in un rapporto infecondo e retorico, quanto sterilmente minuzioso, con un fantasmatico passato, e ha marginalizzato il capitale sociale e culturale che l’Umbria esprime nella contemporaneità.

Certamente la progettazione da un lato e l’adesione dall’altro a eventi volutamente effimeri, tali da non residuare alcun apprezzabile effetto sulla vita cittadina, costituisce un impegno poco gravoso e ancor meno impegnativo e permette di rinviare sine die alcuni dei problemi più importanti che da tempo richiedono interventi risolutivi. Mi limito a segnalarne alcuni che riguardano l’assetto urbanistico ma che potrebbero avere, se adeguatamente risolti, ricadute positive sulla vita sociale e culturale della città: il mercato coperto, gli ex cinema Turreno e Lilli, l’ex carcere, San Francesco al Prato, il percorso delle mura etrusche, l’assetto di piazza Grimana.

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