I SINDACI CHE FECERO L’IMPRESA

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Sei sindaci del Pd umbro hanno convocato una assemblea a Sant’Andrea di Agliano. C’erano un centinaio di persone, non c’erano quelli che fino ad ieri erano i king maker del partito regionale: i renziani, i bocciani, la governatrice. C’era qualche parlamentare eletto e qualcuno non trombato (Cesare Damiano). Due i temi ricorrenti: basta con le correnti che ci soffocano e basta con la retorica dell’ascolto, noi sindaci siamo sul territorio, ma una cosa è sentire i cittadini su cosa dovremmo fare ed un’altra è poterlo fare. Al di là delle buone intenzioni emerge un elemento di indubbio interesse. In sintesi se nella sua conferenza stampa la Governatrice Marini, in filigrana, ha fatto capire che punta ad una chiusura “ordinata” del suo mandato, contando sul miliardo e mezzo che arriverà dall’Unione europea, i sindaci hanno fatto capire che su queste risorse vogliono poter contare anche loro e che non si fidano della discrezionalità della Giunta regionale. Accanto a tale dato merita di fare un’ulteriore considerazione. Sia nel caso della Marini, che in quello dei sindaci, non è il partito che si mobilita, quanto le cariche istituzionali. Ciò da il segno di una realtà per alcuni aspetti evidente da non pochi anni. Senza girarci intorno il partito non c’è più. Pd umbro è il suo notabilato istituzionale, senza rapporti con le formazioni sociali ( anche se erano presenti all’incontro i tre segretari regionali delle confederazioni, da cui peraltro sono arrivate critiche non di poco conto). In una situazione di questo tipo è facile prevedere che  la crisi del Pd sia destinata ad andare avanti, che non esistono praterie come qualcuno ha sostenuto, che si andrà ad un mesto e probabilmente veloce declino. Qualcuno ha detto che c’è bisogno di un lavoro culturale, già, ma per farlo occorre essere capaci di leggere e scrivere e francamente non ci pare che sia questa la situazione. L’orizzonte continua ad essere nel migliore dei casi un capitalismo compassionevole, esattamente quello che gli elettori  hanno sconfitto nelle urne.

 

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