Gli esorcismi del ministro Minniti e il pericolo neofascista

0
350

 

La manifestazione tenutasi mercoledì a Piazza IV novembre a Perugia a “botta calda” dopo l’aggressione dei due militanti di Potere al popolo, ha registrato una presenza numerosa di militanti, di democratici e di giovani. Se ne è annunciata un’altra per domenica 25, ma ancora non si sa dove e quando. Per contro le forze di polizia ed il magistrato inquirente hanno formulato l’ipotesi di indagine. In sintesi: una rissa tra estremisti di fazioni opposte per la presenza nelle plance dove si affiggono i manifesti elettorali. Francamente non è credibile che in una campagna elettorale in cui gli spazi elettorali sono vuoti si litighi per occuparli, ce n’è fin troppa abbondanza. L’impressione è che si voglia minimizzare i fatti non esprimendosi su chi siano gli aggressori e aggrediti, non schierandosi tra feritori e feriti. A questa interpretazione ha fatto codazzo la stampa locale e nazionale, i commentatori più o meno accreditati, non volendo cogliere un dato: la questione non è di ordine pubblico, ma di carattere politico. Da qualche anno si assiste ad una presenza sul territorio, anche in Umbria, di sedi e di manifestazioni di gruppi neofascisti, questa presenza viene tollerata dalle istituzioni, dalla struttura repressiva dello Stato. All’inizio si sono limitati a distribuire pacchi di pasta, poi hanno iniziato ad intimidire e picchiare gli extracomunitari, giustificati dalla destra – Lega in primo luogo -, infine hanno cominciato a colpire gli avversari politici, quel poco di sinistra ancora presente nel paese. Il ministro degli interni Minniti sostiene che sono frange marginali, che il fascismo non esiste. Beato lui! Ma si sbaglierebbe a credere che si tratti solo di dabbenaggine. C’è un disegno politico: se volete sicurezza fidatevi di me, delle istituzioni, della polizia che io gestisco. Terremo sotto controllo la situazione. Da questo schema viene espunta la mobilitazione di massa antifascista. L’invito è: state a casa, non vi impicciate, se proprio volete manifestare fatelo non contro i fascisti (che non esistono), ma a nostro favore che vi proteggiamo dalla violenza. E’ proprio il contrario di quello che bisogna fare: una mobilitazione capillare, una discussione permanente, una conoscenza non approssimativa del fenomeno neofascista. E’ questo quello che manca o che non è ancora sufficiente e che bisognerebbe rapidamente recuperare.

Renato Covino

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO