GIACOMO LEONELLI

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Giacomo Leonelli, candidato all’uninominale al Collegio Perugia Trasimeno e segretario regionale del Pd, ha rilasciato un’intervista a Umbria24. Lasciamo da parte la fuffa di marca renziana. Per lui il welfare sono le mance alle famiglie. Il lavoro ha due soggetti privilegiati: i giovani e le partite Iva. Lo strumento per creare occupazione è un abbassamento del cuneo fiscale di 4 punti che favorirebbe, chissà perché, le assunzioni a tempo indeterminato. Risibile anche la soluzione della questione dei trasporti: quadrilatero e frecce rosse, non una parola sui disastri del trasporto locale. Non vale la pena di discuterne: se qualcuno gli crede lo voti pure. Quello che invece stupisce è l’assoluta incomprensione rispetto a quello che sta avvenendo. Alla domanda se il voto del 4 marzo avrà ripercussioni sulle comunali. Leonelli risponde di no: sono due percorsi diversi e poi c’è un anno e mezzo di tempo. A parte il fatto che a primavera si vota a Terni, Spoleto, Corciano e in altri cinque comuni minori e che, almeno a Terni e Spoleto, il Pd è a stracci, Leonelli ignora la legge dei vasi comunicanti secondo cui i liquidi tendono a livellarsi. Se, come implicitamente ammette, i voti del Pd dovessero calare alle politiche, caleranno anche nei comuni, dove peraltro non ha governato in modo migliore che a livello nazionale (ordinaria amministrazione senza slanci). Se poi il calo fosse forte cambierà in modo sostanziale la mappa del potere locale in Umbria. Insomma alla crisi del sistema politico nazionale corrisponderà la dissoluzione delle amministrazioni locali di centro sinistra nella regione. Uno che fa il segretario regionale dovrebbe perlomeno preoccuparsi. Questo però a Leonelli interessa poco, a lui basta essere eletto anche se per il rotto della cuffia. L’importante è vincere, come non importa, anche se il rischio è quello di aver partecipato.
Renato Covino

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