Fondata sul lavoro – Compleanno amaro

0
347

di Miss Jane Marple

Garanzia giovani, il pacchetto di provvedimenti
a favore dell’occupazione
giovanile, finanziato da fondi dell’Unione
europea per un miliardo e mezzo di
euro, compie un anno.
Il piano degli interventi previsto da questo programma
è articolato in modo diverso da regione
a regione e questo rende più difficile darne una
valutazione complessiva, ma se da un lato l’apposito
sito del governo esprime molta soddisfazione
sul fatto che gli iscritti sono 560.000,
dall’altro i media, e non solo, esprimono un
giudizio molto più severo.
Lo ha detto anche il presidente del consiglio
Matteo Renzi in persona, nel corso di un incontro
all’Università Luiss: “I numeri della Garanzia
giovani non sono quella botta di vita che
ci aspettavamo, anzi che qualcuno si aspettava.
Non a caso, io ne parlo abbastanza poco”. E se
non ne parla lui, sempre pronto a sottolineare
mezzi successi, c’è da giurarci che Garanzia giovani
sia andata proprio male. A decretarne lo
scarso successo però non sono solo le (non) parole
di Renzi, ma anche i numeri e l’uso, poco
in linea con l’iniziativa, che la maggior parte
delle imprese mette in campo dal punto di vista
contrattuale.
Prima di passare a dati, successi e soprattutto
insuccessi, è bene capire dove e come nasce il
programma Garanzia giovani e cosa dovrebbe
mettere a disposizione dei giovani italiani.
Come si può leggere a chiare lettere direttamente
dal sito HYPERLINK “http://garanziagiovani.
gov.it/”garanziagiovani.gov.it, Garanzia
giovani è il piano europeo per la lotta alla disoccupazione
giovanile che viene attivato, tramite
finanziamenti, nei paesi membri dell’Ue
che hanno tassi di disoccupazione superiori al
25%. Il target sono i cosiddetti Neet (Not in
education, employment or training), tradotto
quella fascia di giovani tra i 15 e i 29 anni attualmente
non impegnati in un’attività lavorativa,
né inseriti in un percorso scolastico o formativo.
L’invito del sito dunque è chiaro: “Se sei quindi
un giovane tra i 15 e i 29 anni, residente in
Italia – cittadino comunitario o straniero extra
Ue, regolarmente soggiornante – non impegnato
in un’attività lavorativa né inserito in un corso
scolastico o formativo, la Garanzia giovani è
un’iniziativa concreta che può aiutarti a entrare
nel mondo del lavoro, valorizzando le tue attitudini
e il tuo background formativo e professionale”.
Lo stanziamento destinato all’Umbria dal programma
è prossimo a 22,8 milioni di euro, da
utilizzare entro il 31 dicembre 2015.
La maggior parte dei fondi messi a diposizione
sono destinati alla formazione – al fine di allineare
i profili degli under 30 con le figure richieste
dalle aziende – e ai tirocini extracurriculari.
Ad oggi sono stati erogati dai Centri per l’impiego
ben 4.000 voucher formativi – per la copertura
dei costi dei corsi di formazione – e
sono state oltre 2.000 le proposte di tirocinio
pervenute dalle aziende umbre.
Secondo Fabio Paparelli, vicepresidente della
giunta regionale, con delega a lavoro e formazione,
Garanzia giovani in Umbria non è un
fallimento: le adesioni al progetto sono quasi a
quota 20.000, una percentuale assai più ampia
di quelle che si riscontrano in altre realtà regionali.
Ma siamo sicuri che chi ci ha guadagnato siano
veramente i giovani? Non è più corretto dire
che lo stanziamento previsto dall’Unione europea
sia stato un affare per le aziende private –
che ospitano i giovani tirocinanti praticamente
gratis – e per gli enti di formazione che organizzano
i corsi?
Intanto la Commissione Ue apre un’indagine
sul programma umbro, dopo un’interrogazione
su presunte irregolarità portata avanti dalla portavoce
al parlamento europeo del Movimento
5 Stelle, Laura Agea.
A rispondere all’interpellanza dell’europarlamentare
pentastellata è la commissaria europea
all’occupazione e gli affari sociali, Marianne
Thyssen: “La commissione segue con attenzione
la questione sollevata e ha contattato le autorità
regionali responsabili. In base ai risultati dei
controlli, la commissione potrebbe avviare le
misure preventive e/o correttive previste dal Regolamento”.
Le presunte irregolarità sono state segnalate
dopo che alcuni enti di formazione ternani avevano
denunciato anomalie in merito alla gestione
delle informazioni sensibili degli utenti.
Secondo i denuncianti, sulla base di puntuali
riscontri, gli utenti venivano contattati telefonicamente
sul loro numero privato di cellulare
da specifiche agenzie di formazione, nonostante
l’assenza di rapporti pregressi tra loro. Tali anomalie,
che hanno permesso un vantaggio ad alcuni
enti a scapito di altri, sembra si siano verificate
anche nei precedenti bandi, riferiti sia a
disoccupati che cassintegrati, anomalie già segnalate
in passato, senza che accadesse mai alcunché.
Parliamo di una torta di tanti milioni
di euro, su cui fino ad oggi sembra non abbia
vigilato nessuno.
In attesa di un riscontro i giovani disoccupati
aspettano di avere un lavoro. Vero.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO