DISSOLVENZA

0
347

I presidenti delle due Camere sono stati eletti. Si pronosticava un iter lungo e faticoso. Si è chiuso in quattro sedute per Camera e Senato. I dati rilevanti sono due. Berlusconi è stato umiliato da Salvini. Il Pd non ha toccato palla, dilaniato dalle sue divisioni. Renzi, battuto nelle urne, gioca un ruolo di interdizione a cui nessuno riesce ad opporsi efficacemente. Cosa che prelude nel medio periodo a nuove rotture e alla riduzione all’insignificanza. Tutto ciò si riflette nei territori. Il caso umbro da questo punto di vista è esemplare. Si voterà tra maggio e giugno in 8 comuni. I più importanti sono Terni, Spoleto e Umbertide. A Terni sono note le vicissitudini della giunta Di Girolamo (dagli arresti al commissariamento). Il Pd è plasticamente diviso tra varie ipotesi: o costruire una coalizione (non si capisce con chi) con un candidato espressione del partito o appoggiare un candidato civico o addirittura mascherarsi in una lista civica senza presentare simbolo e lista. Lo deciderà una commissione di saggi. Ma solo il fatto di non aver trovato una ipotesi condivisa la dice lunga sullo stato del partito. A Spoleto la situazione è ancora più critica. La minoranza, che ha perso il congresso e che non ha mai frequentato il comitato comunale, si è ripresentata . Il suo massimo esponente ha richiesto per partecipare che venissero riequilibrate le rappresentanze nel comitato, che si azzerassero tutti i contatti già avviati relativi a coalizione e candidati, che il candidato sindaco fosse scelto con le primarie a meno che non ci fosse una scelta condivisa tra maggioranza e minoranza. Poi … la minoranza è uscita, attendendo risposte. Infine Umbertide. Il sindaco Pd è stato rimosso raccogliendo le firme dei consiglieri democratici dal notaio, secondo il metodo inaugurato a Roma contro Ignazio Marino. Non a caso l’ispiratore dell’operazione è l’ex onorevole Giulietti, sodale e discepolo di Matteo Orfini, inventore del metodo notarile alla lotta politica. Il Pd umbertidese è diviso tra seguaci di Guasticchi e seguaci di Giulietti che pare vogliano ricomporsi in occasione delle elezioni comunali. Già, ma con quale coalizione e con quale candidato sindaco? Non si riesce a capire e crediamo che fino all’ultimo assisteremo ai contorcimenti di leader e gruppi dirigenti. Intanto le liste civiche di Codovini e dell’ex sindaco Locchi hanno già deciso le liste ed iniziato la campagna elettorale e il centro destra e il Movimento Cinque Stelle sono in dirittura di arrivo. In una situazione di questo genere è facile fare pronostici. Con ogni probabilità il Pd rischia di non arrivare neppure ai ballottaggi. Anche qui rischia di arrivare terzo con buona pace di chi predica l’ascolto dei territori e la vicinanza agli ultimi.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO