Catiuscia Marini: la situazione è grave ma non è seria

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Catiuscia Marini, governatrice dell’Umbria, ha tenuto una conferenza stampa sulla sconfitta elettorale. Sembra il refrain della canzone vincitrice di Sanremo “Non ci avete fatto niente”. Insomma “Abbiamo perso”, ma non è colpa di nessuno: non dei candidati, non delle politiche, non dell’arroganza dimostrata negli anni sostenendo che “in Umbria va tutto bene”. La colpa è della crisi entità perlomeno astratta e del trend nazionale. Dimostrazione? A Terni dove pensavamo andasse malissimo, alla fine abbiamo tenuto. Le ricette sono sempre le stesse: ricostruzione, partecipazione e apertura. A chi? a singoli e soggetti collettivi, anche se la governatrice ha il dubbio che anche loro siano poco rappresentativi. Fermo rstando che non ha perso solo il Pd ma l’intero centrosinistra compresi Psi e Leu. Insomma non si capisce quali sono i motivi umbri della sconfiitta. Non ha colpa il governo regionale, non hanno colpe i candidati, meno che mai i governi Pd. La colpa verrebbe da dire è del “destino cinico e baro”. Non passa per la mente della Marini che il sistema politico regionale è allo stremo, sull’orlo del collasso. Appare anzi fiduciosa che con qualche variazione sul tema il Pd possa riprendersi, semmai sotto il suo impulso naturalmente senza sovrapporsi ai ruoli di partito. Questa fiducia deriva da alcuni dati. Il primo è che i finanziamenti europei sono nella discrezionalità della Regione, i comuni non hanno voce in capitolo. Insomma “anche se dovesse cambiare tutto sempre da noi dipendono”. In secondo luogo che si tratta di risorse ingenti, quasi un miliardo e mezzo di euro, più di 800 milioni per il piano agricolo, più di seicento per l’area di crisi complessa del ternano. Come spenderli e attraverso quali canali è oscuro, ma si conta su essi per risollevarsi e poter continuare a dire che tutto va bene, che tutto funziona. Certo gli indicatori economici sono viscidi ma Pil e occupazione sono calati in Umbria più che altrove e non c’è un’idea di come risolvere il problema. Forse la Regione può fare poco, ma proprio niente. Perlomeno potrebbe dire la verità, evitare mentire al moribondo dicendogli che sta benino.

 

covino@micropolis.umbria.it

 

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