Non vi lasceremo soli – Burocrazia, freddo, ritardi, confusione e incapacità nel dopo sisma

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di Paolo Lupattelli
Sono passati sei mesi da quel 24 agosto 2016 in cui per la prima volta tremò la
terra sotto i Sibillini. Da allora più di 60mila scosse, di cui nove sopra al 5 grado e una
di 6,5 gradi, hanno portato a termine la distruzione:300 morti, interi paesi rasi al suolo, ridisegnata la geografia della Valnerina e sconvolta l’identità sociale, culturale, paesaggistica ed economica di un territorio tra i più caratteristici dell’Italia centrale. Incrociando le notizie provenienti dai vari uffici viene fuori un quadro sconsolante.
Nei mille km quadrati dell’immenso cratere del sisma, che interessa quattro regioni, è inagibile una casa su due; coinvolti 300 comuni, 131 i centri colpiti direttamente e 57 le zone rosse in cui possono entrare solo i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Sono stati effettuati più di 92mila controlli tecnici nelle abitazioni private fino ad oggi. Nel terremoto del 2009 a L’Aquila erano stati in totale 75mila. Secondo le prime stime il conto dei danni supererà i 23 miliardi di euro e ci vorranno circa dieci anni per curare le
ferite inferte dal sisma. Salta agli occhi la mancanza di memoria degli italiani: siamo un Paese fragile, a forte rischio idrogeologico e sismico, che ancora non si decide a dotarsi di una cultura collettiva della prevenzione e della sicurezza. Un Paese capace di scrivere pagine commoventi di generosità e solidarietà ma anche di impantanarsi
nelle sabbie mobili della burocrazia. Non vi lasceremo soli, sentenziò la meteora di Rignano all’ indomani del sisma di agosto e in effetti non passa giorno che qualche politico o prelato
non si aggiri per le zone del cratere con telecamere e cronisti al seguito. Ma nonostante la
valanga di promesse e assicurazioni le famose e costose casette Sae e i containers per le stalle non ci sono e con le temperature che scendono anche a 15 sotto zero non è un bel campare. Il governo ha emanato il decreto “Nuovi interventi urgenti in favore della popolazioni” che ora dovrà essere convertito in legge. I sindaci avevano caldeggiato
in particolare un alleggerimento fiscale, la creazione di un’area no tax per le imprese con l’esenzione da Irpef, Irap e Ires, almeno negli scaglioni medio bassi; il riconoscimento del danno indiretto e l’alleggerimento dell’asfissiante burocrazia. Nel decreto non c’è alcuna traccia di queste richieste. Infine, i sindaci chiedevano una accelerazione nella consegna delle casette Sae attraverso l’abolizione del bando di gara per le opere di urbanizzazione.
Il governo ne ha ordinate 18mila, in sei anni, con un discutibilissimo contratto. Ma le
casette non arrivano perché ancora non sono state urbanizzate le aree. I sindaci ne hanno richieste 2mila e fino ad oggi ne sono state consegnate solo 40 tra Amatrice e Norcia. Con la lotteria ma tant’è. E mentre si disquisisce come in un qualsiasi talk show vengono spostate le date di consegna. Dalla promessa dell’ex di Rignano “Entro Natale tutti gli sfollati al riparo” fino ad aprile poi in estate ed infine nel prossimo autunno. Natale sì
ma mica ha detto di quale anno. La governatrice Marini sostiene che tutte le 600
casette necessarie in Umbria saranno pronte entro giugno ma non si pronuncia sulle opere di urbanizzazione; che la viabilità per Castelluccio sarà ripristinata per la primavera, che saranno sostenute le imprese, che la zootecnia sarà rilanciata. Intanto a metà febbraio erano 2000 gli umbri fuori dalle proprie abitazioni e di questi 1600 in strutture ricettive, 35mila gli edifici con danni e altri 12mila da verificare. Nonostante le promesse di ogni tipo fino ad oggi è stata stanziata solo una manciata di milioni.
Il 30 novembre prossimo termina la tregua fiscale concessa ma a dicembre 2017 i terremotati dovranno pagare tutte le tasse del 2016. Il governo non ha condonato niente, solo rinviato i termini. Cosa faranno, chiederanno un prestito alle banche e offriranno in garanzia la casa? Dove sono i soldi stanziati dal governo? Per ora ci sono solo quelli
legati ai versamenti tributari. Lo Stato prenderà dalle tasse dei terremotati 560 milioni e da agosto ad oggi ha speso per loro solo 436 milioni. Ottusità e burocrazia. E’ stato condonato anche il canone Rai ma, sic, solo a chi dimostrerà che il proprio televisore è stato danneggiato dal sisma. Altra stupida burocrazia. Poi dal 2018 il canone si ripagherà perché il governo presume che i terremotati abbiano ricomprato un apparecchio.
Le casette arriveranno in estate o autunno ma il governo presume. Sono disinvolti a Rignano se un loro giovanotto baldanzoso osa prendere in giro i ragionieri dell’Unione europea. Ad ottobre l’Italia chiede 5 miliardi per il terremoto e per gli immigrati. Poi nella legge di stabilità ne destina solo 1,6 per quelle voci. Il problema è che all’Ue
magari dell’Europa non glie ne frega niente ma sui conti non li batte nessuno e sanno leggere bilanci. Caro Matteo ti sei fatto prendere la mano e hai barato ma qui non c’è nessun Cuperlo. Hai imbrogliato e ora mi restituisci 3,4 miliardi.
Patetica la casta regionale. Solo due esempi. Tutti hanno avuto modo di apprezzare il lavoro dei Vigili del fuoco, tutti li chiamano eroi ma pochi sanno che sono tra i meno pagati tra i corpi dello Stato, molto lodati ma anche traditi. Un po’ come il Corpo forestale. Una proposta di legge, per fortuna temporaneamente stoppata, prevedeva la perdita di autonomia del Corpo per assoggettarlo al potere prefettizio. La proposta non è stata presentata da un piromane ma dal sottosegretario Giampiero Bocci, cerretano e democristiano doc. Ed infine la bianco fiore onorevole Ascani che nella frenesia di apparire e dimostrare la sua assunzione nel giglio magico scrive, parla e straparla.
A tutti i dissenzienti a cominciare dal M5s, dice: “Stavolta cari colleghi dei M5s avete superato la soglia dello schifo. Alimentate la bufala delle donazioni via sms sparite. Quanto fate schifo. Mentre i soccorritori scavano nella neve alimentate le critiche ai soccorsi lenti e sbagliati. Ma quanto fate schifo. Tirate fuori cazzate (Sì, cazzate) sullo stipendio dei parlamentari mentre sono salvate 7 persone. Quanto fate schifo …”.
Noi non sappiamo cosa possa provocare tutto questo schifo. Nel caso fosse in dolce attesa ci scusiamo della nostra ignoranza e le perdoniamo le cazzate (Sì, le cazzate) che ha scritto. In caso contrario la informiamo che le critiche che la
schifano tanto sono tutte fondate, più che vere, chiunque le abbia avanzate. Ci permettiamo anche un suggerimento. Ha dimostrato di essere veloce e disinvolta nella ricerca di sponsor politici quindi appena avrà elaborato il lutto della sconfitta di Matteo e si sarà ricollocata si occupi di qualche problema. Per esempio dell’abbigliamento invernale dei soccorritori, dei mezzi obsoleti, delle turbine spalaneve senza catene antineve, della burocrazia asfissiante e prevaricante, del ruolo dei suoi amici prelati nel sisma. Sappiamo bene come sia vocata alla fede e alla filosofia ma anche all’accountability.
Non sia mai che l’abbia messa in sordina per l’influenza negativa del giglio magico. Coraggio ce la può fare, non ci faccia preoccupare per eccesso di schifo, le promettiamo che nel prossimo articolo parleremo solo di esempi positivi. La salutiamo, senza schifo anzi con un verso: Non so se il riso o la pietà prevale. Non vi lasceremo soli. Infatti novello babbo Natale, il 23 dicembre, Gentiloni ha portato con una slitta-tir 20 miliardi di euro
per le banche. Sì, sì, anche Banca Etruria e Monte dei Paschi. Un regalo che ha permesso di passare feste serene a banchieri e correntisti, anonimi e no, evitando il famigerato bail in.
Gentile onorevole Ascani e tutti voi del giglio magico, noi siamo tra coloro che vi fanno schifo. Qualcuno di noi lo ha capito in ritardo. Pensavamo che il vostro messaggio, non vi lasceremo soli, fosse rivolto ai terremotati. Invece, era riferito alle banche che infatti hanno avuto 20 miliardi. Allora meglio soli che mal accompagnati.

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