Appello sottoscrizione per Micropolis

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Era il lontano novembre 1996 quando nelle edicole umbre fece il suo esordio “Micropolis”. Tanta curiosità nel mondo della politica e dell’editoria regionale, ma anche immediata sentenza: “Bene, bella iniziativa, utile ma non dura, non può durare”. Così i facili profeti dell’epoca che scommettevano sulla soglia dei numeri che sarebbero usciti: non più di tre. Sono passati 21 anni e “Micropolis” è sempre riuscito, pur con mille difficoltà e peripezie, ad essere presente il 27 di ogni mese in edicola.

Oggi questa presenza è messa in discussione. Se non ci sarà un concreto scatto di orgoglio e di generosità da parte dei nostri lettori non riusciremo a festeggiare il ventiduesimo compleanno e ci saluteremo con il numero di ottobre. Questa è la realtà economica, questo ci dicono le casse vuote. Non che fossero mai state piene ma nella singolare e perennemente precaria contabilità di questo giornale stanno esaurendosi alcune fonti che permettevano la sopravvivenza, prima fra tutte la sottoscrizione dei lettori. Questo giornale è un giornale militante che ricorda l’esordio di alcune testate gloriose della sinistra, da “L’Unità” di Gramsci a “il manifesto” di Pintor, Rossanda e Parlato. Nessuno dei redattori o dei collaboratori viene pagato anzi con quote mensili ognuno di loro partecipa alle spese; nessun contributo pubblico; i ricavi delle vendite vanno interamente a “il manifesto” che si fa carico della distribuzione e il resto delle spese è sempre stato coperto dalla sottoscrizione dei lettori. Tutto qui il nostro bilancio economico.

Molto meglio il bilancio politico. In questi tempi duri per i lavoratori e per una sinistra sconfitta e divisa da un avido e spregiudicato neo liberismo, “micropolis” ha sempre tenuto la barra dritta. Abbiamo dato voce a tutte le proteste della società regionale, a cominciare dalle grandi vertenze operaie; abbiamo dato spazio a tutte le proposte della sinistra istituzionale e movimentista senza settarismi; abbiamo sempre difeso il diritto di tutti ad avere diritti e abbiamo coltivato con tenacia l’arte della critica e dell’autocritica. Abbiamo dato voce a comitati spontanei di cittadini che altrimenti avrebbero esaurito nell’oblio la loro meritoria azione; abbiamo resistito alle intimidazioni e alle minacce fatte anche con azioni legali; abbiamo pubblicato inchieste che poi hanno spinto altre testate regionali ad affrontare certi problemi. Non abbiamo mai servito alcun padrone né siamo mai saliti sui carri dei vincitori; abbiamo sempre difeso e praticato il diritto di dire quello che i potenti di turno non vogliono sentirsi dire; abbiamo pubblicato notizie che in molti non avrebbero mai voluto leggere, abbiamo scoperchiato intrighi e intrallazzi, infiltrazioni mafiose e gestioni poco trasparenti. Abbiamo realizzato un sito ( www.micropolis.umbria.it ) che contiene tra l’altro l’archivio del giornale e documenti importanti per la nostra storia comune.

Tutto questo l’abbiamo fatto pur sapendo che si può fare sempre meglio, che di certo abbiamo commesso errori ma sempre in buona fede. Abbiamo la consapevolezza di essere stati utili a combattere l’individualismo, la superficialità, l’arroganza degli uomini soli al comando, sia di quelli a capo del governo sia di quelli al vertice di un piccolo comune, di un’associazione, di un’impresa. Lo abbiamo fatto in modo trasparente.
Ora la parola, anzi l’azione passa ai lettori. Devono decidere se serve quanto fatto fino ad oggi, anche criticandolo, magari migliorandolo. Se ancora sentono l’esigenza e l’utilità di una voce fuori dal coro allora devono fare la loro parte. La loro parte è quella di affiancare la redazione nell’affrontare le spese, di sottoscrivere con regolarità, di cercare inserzionisti per la pubblicità. Bastano poche decine di euro a testa: da ciascuno secondo le proprie possibilità, i bisogni di “micropolis” non sono poi così stratosferici.
Non ci vergogneremo di ricevere i dieci euro di uno studente o di un cassintegrato o di un pensionato, i cinquanta euro di qualche comitato di protesta. Anzi ne saremo commossi ed onorati. Con il numero di settembre vi daremo conto di quanto ha prodotto questo appello, vi diremo se potrete leggerci anche nel 2018 o se dovremo salutarci prima. A voi la palla e auguri di infilarla nella rete. Buona estate a tutti noi.

La redazione

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